L'Italia fornisce assistenza alle piccole e medie imprese (PMI), in linea alla deroga contenuta nell'articolo 87.3.c) del Trattato CE (aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse), attraverso forme diverse quali contributi in c/capitale, contributi in c/impianti, contributi in c/esercizio, credito di imposta/bonus fiscale, contributo in c/interessi-c/canoni, finanziamenti diretti, interventi a garanzia, partecipazioni al capitale, multistrumento.
Il processo di riforma degli incentivi avviato da qualche anno ha segnato nel corso del 2004 e dei primi mesi del 2005 alcuni importanti risultati concreti.
La legge finanziaria 2005 (legge n. 311 del 30 dicembre 2004) ha delineato un nuovo quadro di riferimento, attraverso l'istituzione di uno specifico fondo rotativo per il sostegno alle imprese presso la Cassa depositi e prestiti con l'obiettivo che il fondo diventi lo strumento finanziario attraverso il quale, di volta in volta, saranno finanziate le leggi di incentivazione.
I finanziamenti nazionali alle PMI sono stati suddivisi nelle seguenti categorie, secondo gli obiettivi e le politiche di sviluppo del nostro apparato produttivo, in particolare:
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Programmazione negoziata;
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Sostegno agli investimenti;
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Nuova imprenditorialità;
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Innovazione, ricerca e sviluppo;
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Commercio estero e Internazionalizzazione;
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Equilibrio della gestione finanziaria;
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Tutela ambientale;
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Razionalizzazione di settore;
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Agroindustria;
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Formazione.
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